Il progetto pilota è stato avviato da Alessandro Ferrante, studente master all'EPFL e fondatore della start-up H-Robotics. Con competenza tecnica e grande passione, ha accompagnato il test fin dall'inizio. I criteri valutati sono stati l’efficienza, l’indipendenza e la facilità d’uso. E con successo: il robot ha dimostrato di saper gestire sia i pavimenti duri che quelli in moquette, mantenendosi stabile durante la navigazione. È diventato rapidamente il preferito del pubblico, soprattutto quando interagisce con le persone, alcuni passanti lo hanno persino chiamato «Wall-E». «Inoltre, i contenitori della polvere erano molto pieni dopo ogni utilizzo, il che conferma che il robot funziona davvero bene. Il PUDU CC1 ha ottenuto risultati particolarmente buoni sui pavimenti duri», dice Alessandro Ferrante.
Un progetto come questo si basa sulla partecipazione. Un grande ringraziamento va quindi alle nostre colleghe Anabela Gomes dos Santos e Nazlije Asllani, che hanno sostenuto il progetto presso l'Ospedale universitario di Losanna, e a Lara Cunha e Maeva Castro Perez, che hanno lavorato al progetto presso l’EPFL. Il loro impegno ha reso possibile il test e ha contribuito in modo significativo alla valutazione. Anche Patrick Rohr, Regional Director Vaud, trae una conclusione positiva: «Abbiamo effettuato questo test per verificare lo stato di questa tecnologia. I feedback degli utenti sono stati sempre positivi e i clienti sono rimasti molto soddisfatti della qualità della pulizia. Vorremmo quindi fare il passo successivo e testare una prima applicazione reale presso l'Ospedale universitario di Losanna.» Il robot è un’aggiunta utile, soprattutto sui pavimenti duri, e potrebbe aiutare a utilizzare le risorse in modo mirato in futuro, per compiti con un maggiore valore aggiunto e un focus umano.
Nonostante tutti i progressi tecnologici: i nostri collaboratori sono il cuore di ISS. La loro esperienza, il loro senso della pulizia e dell'igiene e il loro impegno personale sono insostituibili. La robotica non è destinata a sostituire i collaboratori, ma piuttosto ad alleggerirli assumendo compiti monotoni o fisicamente impegnativi. La collaborazione tra uomo e macchina crea nuove possibilità e rende i nostri team adatti al futuro.